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I 20 maggiori incassi della stagione 1955/56
I 20 maggiori incassi della stagione 1955/56
- L'amore è una cosa meravigliosa (Love is a many-splendored thing) di Henry King
Jennifer Jones - William Holden - Torin Thatcher - Murray Matheson - Jorja Curtwright - La donna più bella del mondo di Robert Z. Leonard
Gina Lollobrigida - Vittorio Gassman - Robert Alda - Anne Vernon - Marcellino pane e vino (Marcelino pan y vin) di Ladislao Vajda
Pablito Calvo - Rafael Rivelles - Antonio Vico
A metà anni '50, ed oltre, il cinema era popolare anche, o sopratutto, grazie ai cinema parrocchiali: più o meno ogni parrocchia di qualsiasi paesino possedeva una sala dove venivano passati i film "adatti" alle famiglie, sotto l'occhio vigile del C.C.C. (Centro Cattolico Cinematografico), sorto per dare indicazioni ai cristiani sui film nelle sale divulgando, oltre alla trama ed una critica del film, una valutazione pastorale. Insomma, tali valutazioni non avevano il valore di una censura legale, ma quasi, in quanto, se la valutazione non era positiva, il film veniva privato di un circuito molto esteso per la sua circolazione. E spesso tali circuti decretavano il successo, o l'insuccesso, di un determinato film.
Ed il film 3° in classifica nella stagione in esame (da Agosto 1955 a Luglio 1956) rappresenta la quintessenza del cinema parrocchiale, quel Marcellino Pane e Vino che fu visto da circa 11 milioni di spettatori e che a tutt'oggi rappresenta il film spagnolo di maggior successo nel mondo. La storia sembra scritta da qualche gestore di film parrocchiale: un orfanello abbandonato in fasce che cresce in un convento, parla con il crocifisso e sale in cielo a ricongiursi con la mamma. Celebre anche la colonna sonora che spopolò nelle interpretazioni del Quartetto Cetra (tradotta come Ricordate Marcellino) e del duo Carla Boni e Gino Latilla.
Altro campione del cinema parrocchiale fu la serie di Peppone e Don Camillo, due icone dell'Italia popolare di quegli anni, a rappresentare la contrapposizione politica tra PCI (Partito Comunista Italiano) e Democrazia Cristiana. Il film in classifica al 6° posto è il terzo della serie e s'intitola Don Camillo e l'onorevole Peppone. Anche il 4° posto è occupato da un altro terzo episodio di una fortunatissima serie, quella di "pane, amore" che si intitola, appunto, Pane, amore e... (dopo Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia): rispetto ai primi è cambiato sia il regista (da Comencini a Risi) che la protagonista (dalla Lollobrigida alla Loren) ma non i personaggi, che restano quelli di una Italia strapaesana napoletana.
Per il resto, si nota la netta diminuzione dei kolossal storico-mitologici che avevano caratterizzato la stagione precedente. Non è che il filone si sia esaurito (continuerà per tutti i '50 ed arriverà ai primi '60) ma è che il cinema americano sforna a getto continuo film di tutti i generi, ed eccelle spesso nel genere drammatico, che infatti è il dominatore della stagione.
La palma di maggiore incasso se l'aggiudica infatti un polpettone strappalacrime piuttosto infame, L'amore è una cosa meravigliosa, oggigiorno inguardabile, mentre la canzone omonima (premiata con l'oscar, musica di Sammy Fain e parole di Paul Francis Webster) è diventata un evergreen e continua ad essere eseguita e ripresa (l'ultima volta nelle sequenze iniziali di Grease con Travolta e la Newton-John). Il regista Henry King piazza anche un altro film in classifica (al 19° posto) con Carovana verso il sud, a carattere più avventuroso e meno sciropposo. Meno polpettone (almeno nella parte iniziale) ma sempre strappalacrime il film al 5° posto, L'ultima volta che vidi parigi, anch'esso associato ad una canzone famosa. Anzi è il titolo del film che ha preso a prestito quello dell'evergreen di Jerome Kern, originariamente reso famoso da Ann Southern ed inserito in un film del 1941 (Lady, Be Good). Ancora un film drammatico, ma di qualità, al 7° posto: La valle dell'Eden, tratto da un romanzo di Steinbeck, primo film a colori (ed in cinemascope) di Elia Kazan e primo film come protagonista di James Dean, destinato a divenire una icona adottata da diverse generazioni, forse anche a causa della sua scomparsa prematura. Altro pastone strappalacrime (cantante lirica che si ammala di poliomelite al culmine della notorietà), con neanche una canzone evergreen associata (infatti il film è praticamente caduto nell'oblio). Infine un melodramma amoroso un po' più "leggero" (se non altro per la presenza di Grace Kelly) al 16° posto, Fuoco verde a completare la carrellata americana delle pellicole melodrammatiche.
Il kolossal storico o mitologico è diminuito ma non scomparso. In classifica lo troviamo nella seconda decina (11°) con Elena di Troia, girato a Cinecittà che all'epoca stava cercando di imporsi come alternativa ad Hollywwod e che consentiva più bassi costi di produzione. Poi al 14° posto, con Lord Brummel, ambientato in perfetto stile MGM (cioè con la Storia violentata ripetutamente) nella corte inglese dei primi dell'800 ed al 20° posto con La maschera di porpora, ambientato ai tempi della Rivoluzione francese, sorta di rifacimento della Primula Rossa.
Complessivamente, i film di produzione italiana conquistano una maggiore presenza nella Top 20 rispetto alla stagione precedente, passando da 5 a 7. Oltre ai due già citati, si aggiudica il 2° posto assoluto con La donna più bella del mondo, che nella realtà corrisponderebbe a Lina Cavalieri, soubrette, cantante e poi attrice vissuta alla fine dell'800, ma che nella fiction cinematagorafica è Gina Lollobrigida, sulla cui avvenenza fu costruito il film. Gli altri 4 film italiani si trovano dal 15° al 18° posto della classifica e sono: la sbracata commedia romanesca Racconti romani, tratta da alcuni racconti di Moravia; il film dal titolo cult Siamo uomini o caporali?, celebre intercalare di Totò, che all'epoca aveva in classifica una decina di film all'anno; e poi due film interpretati da Sophia Loren: La bella mugnaia di Camerini (remake di del suo "Il cappelo a tre punte" del '34) e La donna del fiume di Mario Soldati. Il 1956 rappresenta infatti l'anno della definitiva consacrazione della Loren come star italiana, lanciandola alla conquista di Hollywood.
Gli altri fil presenti nella Top 20 sono tutti di produzione americana e spaziano tra i vari generi. Dall'impareggiabile Alfred Hitchcock in una delle sue commedie giallo-rosa più frizzanti, Caccia al ladro (8° posto), con una Grace Kelly all'apice della sua forma, girato negli stessi luoghi che la vedranno regnare (letteralmente) negli anni successivi e sulle stesse stradine che la vedranno morire qualche decennio dopo. Ad uno dei classici di cinema di avventura per ragazzi, Ventimila leghe sotto i mari (9°posto), tratto da uno dei più famosi di Jules Verne, quello del vendicativo capitano Nemo e del suo sottomarino Nautilus. Infine, l'immancabile western della stagione è diretto da un ergista non dozzinale (Robert Aldrich), è intitolato Vera Cruz (10° posto), è interpretato da due attori arcifamosi (Gary Cooper e Burt Lancaster), ed è ambientato in Messico surante la rivoluzione popolare di Benito Juarez contro Massimiliano d'Asburgo. Niente da paragonare con i film "storici" di cartapesta, ma uno dei più spettacolari western della storia del cinema.
Oltre la classifica
Oltre ai film presenti nella Top 20 degli incassi al botteghino, questi sono gli altri film della stagione che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nella storia del cinema.
- Gioventà bruciata (Rebel without a cause), di Elia Kazan - Sicuramente uno dei film-icona della storia del cinema, con un bel titolo italiano, ma ancora di più il titolo americano, Rebel without a cause, che rende con tre parole il senso di ribellione anarcoide e libertaria della generazione di metà anni '50: celeberrima ed arci-citata la scena della sfida in auto della banda giovanile. Una sorta di "maledizione" sembra colpire i principali protagonisti del film, che morirono uno dopo l'altro di morte "non-naturale": di incidente automobilistico da lì a pochi mesi il protagonista James Dean (cosa che contribuì ad accrescerne il mito), di overdose Nick Adams, di assassinio Sal Mineo (a coltellate da parte di un balordo) ed infine, nel 1981 Natalie Wood morì annegata in circostanze misteriose.
- Quando la moglie è in vacanza (The seven year itch), di Billy Wilder - Basterebbe una sola scena ad annoverarlo tra i film-cult di tutti i tempi: la gonna di Marilyn sollevata dallo spostamento d'aria proveniente dalla grata della metropolitana. Anche qui, il titolo americano rende meglio l'idea: The seven year itch, cioè il prurito, il desiderio che sembra cogliere i coniugi allo scoccare del settimo anno di matrimonio. Billy Wilder in una delle sue commedie più scoppiettanti, assecondato da una Marilyn semplicemente perfetta nel suo ruolo.
- Carmen Jones (Carmen Jones), di Otto Preminger - Si ricorda per almeno un paio di motivi: il suo cast interamente African-American ed essere basato sull'adattamento per Broadway della Carmen di Bizet, con nuovi testi. La grande cantante Marilyn Horne doppia l'attrice protagonista, la mediocre Dorothy Dandridge.
- All'Ovest niente di nuovo (All quiet on the Westfront), di Lewis Milestone - Per la verità il film è del 1929 ed è forse il primo kolossal del cinema sonoro. Perchè lo ricordiamo in questa stagione? Perchè trattandosi del prototipo dei film contro la guerra, all'epoca venne vietato dal fascismo e la prima distribuzione in Italia avvenne appunto nel 1956, con risultati al botteghino comunque interessanti (50° in classifica).
- Casco d'oro (Casque d'or), di Jacques Becker - Uno dei più famosi film francesi di tutti i tempi, il cui titolo (riferito agli splendidi capelli biondi della protagonista, Simone Signoret, mai più così bella) entrò nel linguaggio parlato ed, in Italia, andò ad indicare uno dei personaggi più famosi delle canzonette: Caterina Caselli, che negli anni '60 era molto chiacchierata per la sua acconciatura.
- Le amiche, di Michelangelo Antonioni - Pluripremiato a Venezia, è una bella galleria di personaggi femminili sullo sfondo della Torino borghese anni '50 (tratto infatti da un racconto di Cesare Pavese), è una anticipazione dei grandi capolavori di Antonioni degli anni successivi.
- Il bidone, di Federico Fellini - Certamente non è il migliore dei suoi film, ma è pur sempre un film di Fellini, conclude quella che è una sorta di trilogia (con I vitelloni e La strada).
- Grandi manovre (Les grandes manoeuvres), di Renè Clair - Commedia agro-dolce (comincia come un avudeville e finisce come un dramma) che costituisce il capolavoro dell'ultimo periodo della gloriosa carriera del grande regista francese. Perfetta la coppia di interpreti Gerard Philippe e Michele Morgan.
- La congiura degli innocenti (The trouble with Harry), di Alfred Hitchcock - Il cadavere di un uomo (l'Harry del titolo inglese) scoperto casualmente da un bambino verrà sotterrato e dissotterato 4 volte da 4 adulti diversi, con qualcosa da nascondere. Splendida commedia nera per l'esordio di Shirley McLaine.
- La morte corre sul fiume (Night of the hunter), di Charles Crichton - Poco noto al grande pubblico ma film culto assoluto per i cinefili. E' l'unico film come regista di un attore piuttosto prolifico. Film misterioso che pone tante domande e fornisce poche risposte, suscitando diverse letture di tipo psicanalitco. Interpretato da Robert Mitchum e Shelley Winters.
- Rapporto Confidenziale (Mr. Arkadin), di Orson Welles - Solito film travagliatissimo di Orson Welles (che girava film come attore per pagarsi i suoi film come regista), e solito film-cult dove che è quasi un paradigma dei temi wellesiani: espressionismo tedesco, figura del magnate, barocco sfrenato e gotico allucninato. Mr. Arkadin è il primo titolo del film, poi cambiato.
- Un bacio e una pistola (Kiss me, deadly), di Robert Aldrich - Altro cult-movie, un noir tratto dallo specialista Mickey Spillane, che influenzò i giovani registi francesi della Nouvelle Vague (Truffaut e dintorni). Straordinaria sintesi tra cinema d'arte e narrativa popolare.
- Lola Montes (Lola Montès), di Max Ophuls - Il capolavoro del raffinato regista franco-tedesco, divenuto nel tempo uno dei grandi maestri del cinema. Narra, spettacolarizzata sulla pista di un circo, della "vita straordinaria" di Lola Montes, famosa cortigiana dell'800 che rievoca i suoi amori (Liszt, Luigi di Baviera, ...).
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